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domenica 8 gennaio 2017

Step 25: Sintesi finale

Con la creazione di questo blog è stato fatto un viaggio attraverso il colore Bistro, sconosciuto a molti.
Per concludere è utile ripercorrere tutte le tappe di questo viaggio che ci han permesso di conoscere meglio e sotto molti punti di vista questo colore.
Inizialmente è stato fondamentale presentare una breve definizione del colore (step 1). Tra le traduzioni del suo nome in svariate lingue (step 2) quella inglese “bistre” è stata importante per la ricerca del brevetto (step 17) e per trovare un documento (step 11). Tuttavia solo con la traduzione inglese non saremmo riusciti ad identificarlo in altri campi: nella ricerca del colore in un fumetto (step 13) è stato necessario il suo nome secondario, ossia fuliggine, che in inglese si dice “soot”.
Come tutti i colori, è classificato attraverso diverse codifiche, che sono state presentate nello step 3.
Non è stato facile trovare esattamente questo colore in tutti i campi richiesti, ma tra asteroidi con questo nome (step 6) ed elementi chimici con tonalità molto prossime (step 14) siamo riusciti a fornire diversi collegamenti.
E’ un pigmento usato fin dai tempi degli egizi (step 4) e di conseguenza, utilizzando anche le materie prime con cui viene fatto, siamo riusciti a trovare collegamenti anche nei proverbi e nelle credenze popolari (step 8).
Potendo ricondurlo ad una sfumatura di marrone, è collegato alla natura e quindi, sono stati trovati totem, animali e non, relativi (step 23) utilizzati anche nella ricerca di un testimonial, un personaggio ( o una mascotte)  che potesse rappresentare il bistro (step 21).
Anche nel mondo dell’architettura (step 22) il collegamento con la natura è dominante.
Tuttavia il suo impiego principale è nelle arti, come dimostrano gli step 15 e 18.
Parlando di arte non possono essere esclusi la musica, dove, oltre a vari complessi stranieri, anche una cantante come Mina ha dedicato una canzone alla fuliggine (step 5) e il cinema, nel quale tutte le ambientazioni naturali e scure fanno uso di questo pigmento (step 7).
E’ un colore molto forte e dalle origini semplici, tutto ciò si rispecchia anche nel mondo del design (step 16) e della moda (step 20).
Tra i vari collegamenti sono stati ricercati anche degli emblemi che utilizzassero questo colore (step 10), uno dei quali relativo al mondo culinario, dove sono presenti diversi cibi che richiamano il bistro (step 12).
Nel corso di questo viaggio alla scoperta del bistro, allo step 9 abbiamo creato un abbecedario, cercando un collegamento con il colore per ogni lettera dell’alfabeto, mentre allo step 19 ne è stata fatta un’anatomia in prima persona, fino ad arrivare allo step 24, in cui, richiamando il suo spirito selvaggio per la forma, abbiamo generato una cloud, con i termini che meglio identificano il colore , anche per una ricerca in rete.

Lo scopo di questo viaggio?  Ritengo che la risposta a questa domanda possa essere soggettiva, ma una cosa è certa, ogni viaggio, reale o metaforico che sia, arricchisce il nostro bagaglio culturale e come detto da Roberto Benigni:

                              "La cultura è vita e la vita è bella"

Step 24: La nuvola del bistro


Ecco la cloud dei termini relativi al Bistro, che permette di identificare questo colore poco conosciuto attraverso parole chiavi che spaziano in più campi, dall'antico Egitto agli asteroidi, passando dalla pittura e dallo spirito selvaggio del grizzly. Racchiusa proprio nell'orma di un orso che lascia il segno e permette di seguirne il percorso attraverso i vari step.




Il viaggio alla scoperta di questo colore è giunto ormai quasi al termine e come simbolo del Bistro cosa scegliere se non l'albero da cui questo pigmento naturale deriva?!
Il faggio, più precisamente nell'immagine sottostante è presente il Faggio della Madonna, sui Monti Sibillini.
La struttura di questo faggio è ben articolata, ramificazioni che si allungano. il tronco corpulento, con pancia di 570 cm. In altezza siamo oltre i 25 metri e non lontano dai 30. C’è una Madonna in legno posata nel tronco, identifica la leggenda del suo nome: due secoli fa un fulmine si è abbattuto sull’albero sotto cui si erano riparati alcuni contadini che rimasero illesi; per gratitudine misero una statuetta che è stata inglobata dalla crescita.


Step 23: Un colore selvaggio

Come sostenuto nell’articolo del sito Treccani.it dedicato a Levi Strauss (consultabile al seguente link), il "pensiero selvaggio" è una modalità del pensare umano che, peculiare a tutti gli uomini di tutte le culture, caratterizza, per ragioni storiche e strutturali, alcuni settori della nostra società e, soprattutto, le culture non occidentali. Si tratta di una forma logica di pensiero che, piuttosto che agire per astrazione, classificazione e sublimazione di qualità, o per gerarchizzazione logica di classi ideali, opera, partendo da una particolare attenzione alle qualità sensibili del reale considerate nella loro capacità di fungere da segni, per produrre una continua rete di simboli e di significati. In questa ottica i fenomeni di identificazione tra animali (o altri esseri e fenomeni naturali) e individui e/o gruppi, noti come totemismo, divengono particolari espressioni di questa esigenza concreta e classificatoria, logica e simbolica, del "pensiero selvaggio".
Proprio tra i totem, il bistro ( o meglio il marrone in tutte le sue sfumature) è legato alla natura, alla terra e ai tronchi di alberi, che in alcune culture assumono valori magici.

I tiki, totem polinesiano, ma comuni in tutto il sud pacifico, sono statue solitamente in legno con grandissime proprietà mitologiche (approfondimenti al seguente link).

Tiki di varie forme

Dettaglio Tiki




Esistono anche animali totem legati ai colori. Nel nostro caso uno degli animali totem del marrone è sicuramente l’orso. Quando si richiama il potere dell’animale totem orso, si riflette sulla propria forza interiore. Ma il potere dell’orso non si limita solo a questo: infatti è il primo animale che sia stato adorato dall'uomo e i Neanderthaliani seppellivano in maniera rituale i crani d'Orso insieme a quelli umani.

(fonte: http://www.sciamanesimo.org/animali/orso.php)

Grizzly


Step 22: Il Bistro in architettura


Nel mondo dell'architettura, per riuscire a trovare un'opera architettonica attinente al bistro, bisogna ricordare l'origine del colore. Il bistro, infatti, è un pigmento organico proveniente dal faggio. Pertanto le cosiddette "Treehouse" richiamano fortemente il colore in esame.

La struttura presa in esame è la seconda casa albero più alta (95 piedi) situata in British Columbia, Canada. Esattamente è collocata a Belcarra e fu costruita da George Dyson.



Treehouse
Belcarra, Canada
Architetto: George Dyson

Per ulteriori informazioni riguardo la Treehouse è consultabile il sito, in lingua inglese, al seguente link

lunedì 19 dicembre 2016

Step 21: i protagonisti del bistro

Proprio per la poca popolarità del Bistro, non è facile trovare un testimonial che riesca a rappresentare proprio questo colore. Tuttavia, come già esposto nello step "colore selvaggio", il marrone, in tutte le sue sfumature è collegabile alla natura e uno degli animali totem è proprio l'orso, le razze che si avvicinano di più al Bistro ( tonalità scura) possono essere i Grizzlies. In NBA, la prima divisione del basket americano, Il Grizzly rappresenta la mascotte dei Memphis Grizzlies.


Mascotte del team dello stato del Tennessee
Memphis Grizzlies


CURIOSITA':

Se al posto del bistro, si allarga la ricerca al marrone ( in inglese Brown) è possibile trovare un personaggio comico che, anche se nell'abbigliamento non richiama il colore in questione, ne è sicuramente un protagonista per il suo nome. Sto parlando di Mr. Brown!

Mr Brown, personaggio comico interpretato
da Andrea Pellizzari

Stp 20: il bistro nella moda

I colori nella moda sono fondamentali, possono identificare l'impronta di uno stilista, ma anche la collezione di cui il capo fa parte.
Non è facile trovare esattamente il bistro come colore in un capo d'alta moda, ma se ci scostiamo leggermente verso il marrone scuro, allora soprattutto per abiti e collezioni eleganti si riesce a trovare diversi capi.

Abito femminile
Collezione Primavera-Estate 2016
Stilista: Valentino

Un esempio può essere questo abito della collezione Primavera-Estate 2016 di Valentino.
Valentino, celebre marchio del mondo della moda, fondato nel 1957 da Valentino Clemente Ludovico Garavani, insieme ad alcuni soci, fra cui il padre.




Sono riuscito a trovare anche un abito elegante femminile, che alla voce "colore" risponde proprio con Bistro, tuttavia non mi è stato possibile risalire allo stilista in quanto non credo sia un capo d'alta moda. Nel seguente link è presente l'immagine del capo e una breve descrizione

Step 19: anatomia del bistro

Sono il color Bistro.

Probabilmente non avrai sentito parlare molto di me, prima di adesso. La mancanza di popolarità come colore, è dovuta al fatto che il mio nome è associato quasi sempre al Bistrò (o bistrot), una tipologia di osteria nata nell’800 a Parigi, che nei colori dell’arredamento richiama me!

Eppure sono un colore con origini antichissime, infatti venivo utilizzato addirittura nella cosmesi al tempo degli Egizi.

Posso essere chiamato anche fuliggine stemperata e sono un pigmento organico di colore bruno giallastro ottenuto trattando della comune fuliggine con acqua e addensanti naturali. La mia migliore qualità è ottenuta dalla combustione del legno di faggio, che vengono stabilizzate con della gomma arabica.

Il mio  nome deriva dal greco bystra, fuliggine. Sono stato descritto per la prima volta  nella raccolta di Jean Lebègue "Tabula de vocabulis sinonimis et equivocis colorum", del 1431 (manuscrit latin 6741, conservato alla Bibliothèque Nationale de France, Parigi), dove venivo chiamato caligo o fuligo.
Per gli esperti nel mondo della pittura, probabilmente, sono più conosciuto. Infatti sono stato utilizzato molto da grandi artisti come Lorrain, Rembrandt e Guercino, soprattutto nelle opere ad acquarello o ad olio.
Il mio utilizzo è durato fino alla fine XIX secolo, quando sono andato in disuso. Oggi sono stato sostituito in genere dal nero di seppia o dal bistro inorganico, idrato di manganese, che non viene danneggiato dalla luce come me.

Step 18: il Bistro nelle arti pittoriche


Il bistro è un pigmento molto usato in pittura sin dai tempi antichi. E’ un pigmento organico, anticamente preparato dagli artisti trattando la fuliggine con acqua e addensanti naturali. Dalla sua diluizione deriva la proprietà coprente del pigmento.
È stata una tecnica molto amata dal Guercino, Rembrandt, Claude Lorrain, Alexander Cozens e Thomas Gainsborough. Ha raggiunto il suo massimo utilizzo nei secoli XVII e XVIII ed è andata in disuso sulla fine del XIX secolo.

Oggi è sostituito in genere dal nero di seppia o dal bistro inorganico, idrato di manganese, che non viene danneggiato dalla luce come il bistro organico. È usato principalmente nel restauro e nella creazione di stampe e volumi artigianali, oppure nell'arte per realizzare ombreggiature leggere in disegni a china o penna.

Young woman at her toilette (1632 o 1633)
Rembrandt
Olio su tela
National Gallery of Canada

Vale near Matlock, (1756)
Alexander Cozens
Olio su tela
Derbyshire

Guercino e bottega (1635)
Guercino
Olio su tela
Wadsworth Museum of Hartford

Autoritratto (1758-1759)
Thomas Gainsborough
olio su tela
National Portrait Gallery of Londo

Step 17: Blind step (colori nei brevetti)

Tra i brevetti, il bistro è presente in uno riguardante un processo per tinture minerali marroni, senza degrado ossidante, eseguite da un singolo bagno. 
Il brevetto è stato pubblicato il 12 Febbraio 1974 e l'inventore fu C. Conner




Brevetto del 12 Febbraio 1974
Inventore: C. Conner



Il brevetto intero è consultabile al link

giovedì 24 novembre 2016

Step 16: Nel Design


La sedia n° 14 è la sedia più famosa costruita dalla Thonet GmbH. Conosciuta anche come  sedia bistro e sedia Vienna, è stata progettata da Michael Thonet e introdotta nel 1859. E' realizzata con legno massello di faggio attraverso una tecnologia emergente dell'epoca, che sfruttava il vapore per ammorbidire e curvare il legno secondo le proprie necessità, che ha richiesto anni per essere perfezionata. Grazie al suo prezzo abbordabile e al design semplice, è diventata una delle sedie più vendute messe in commercio e un'icona di design. E' prodotta con legno di faggio  Tra il 1859 e il 1930 furono vendute circa 50 milioni di sedie n° 14.


Sedia n° 14
Thonet GmbH






Step 15: Pubblicità

Per quanto riguarda il Bistro nei manifesti pubblicitari, ho trovato un manifesto di oltre 30 anni fa, appartenente ad un marchio italiano di acqua: la Ferrarelle.
Il manifesto gioca sulle diverse capigliature della Monna Lisa, in cui, quella più naturale (e quella originale) è appunto accostata all'acqua.


Campagna pubblicitaria acqua Ferrarelle
Agenzia: Michele Rizzi & Associati
Italia, 1980





Step 14: Chimica


Le sostanze colorate sono quelle sostanze capaci di assorbire le radiazioni dello spettro elettromagnetico percepibili dall’occhio umano e che costituiscono la luce visibile. 

Come enunciato nell'articolo di Chimicamo del 20 maggio 2012, già nel secolo scorso furono fatti molti studi per capire la relazione esistente tra costituzione chimica e colore. Nel 1868 Graebe e Liebermann notarono che molte sostanze colorate venivano decolorate per riduzione e quindi essi associarono il colore all’insaturazione delle molecole. Nel 1876 Witt giunse alla conclusione che tutte le sostanze colorate dovevano contenere un gruppo cromoforo, cioè un gruppo responsabile del colore. Per Witt tali gruppi erano: -NO2, -NO, -N=N-, C=O e C=C. Oggi vengono considerati cromofori anche altri gruppi che mostrano siti di insaturazione. Le molecole contenenti i cromofori furono chiamate cromogeni. 

Arrivando al bistro, per quanto riguarda la chimica non è possibile dare formula esatta. Infatti é un pigmento di origine organica, vegetale e sintetica, si tratta di un composto non ben identificabile chimicamente, viene infatti prodotto dalla fuliggine del legno di faggio mescolata a gomma arabica, acqua e destrina. Scarsamente coprente si presta alla fabbricazione di acquerelli, mescolato con acqua, gomma arabica. E' solubile in trementina e nafta e si utilizza anche nella tecnica ad olio. Sconsigliata per affresco, encausto e tempera. 

E' possibile tuttavia selezionare pigmenti organici e non, con le relative formule chimiche, che si avvicinano al bistro:


  • BRUNO CASSEL  (formula Fe2O3 * nH2O)
Il bruno o terra di Cassel è un pigmento inorganico naturale, o sintetico. Viene fabbricato tramite la calcinazione di terre bituminose o falsificato mescolando nero fumo e ocra gialla. Proviene dalla Francia, Colonia e Svezia, e viene utilizzato a partire dal XVII° secolo. 



Bruno Cassel



  • OSSIDO MORELLONE 

L’ossido morellone è un pigmento naturale o sintetico molto scuro, una terra quasi nera estremamente coprente. Detto anche “Caput mortum” si caratterizza per la tonalità bruno-violacea. Ha un tono intenso e opaco. E’ stabile chimicamente ed ha un ottimo potere colorante. Si asciuga rapidamente ed ha bisogno di una medio-alta quantità di olio, con cui forma una pasta liscia leggermente polverosa.
Ossido Morellone


  • BRUNO DI MARTE SCURO (Formula : Fe203 )
Il bruno di marte, solitamente disponibile nelle varianti chiaro e scuro, è un pigmento minerale inorganico sintetico. Viene prodotto dalla calcinazione del giallo di Marte ed è usato dal XIX° secolo. Ha un’alta stabilità alla luce, media a temperatura e umidità. E’ un pigmento molto coprente che si asciuga rapidamente. Ha bisogno di una quantità medio-alta di olio e forma una pasta fluida e compatta. E’ interessante usarlo anche più diluito o secco, ma il massimo risultato si ha con il colore compatto, opaco e forte, ossia utilizzando la giusta dose di diluizione. Ha un potere colorante medio-basso.


Tra i pigmenti organici troviamo, invece, la melanina, o più propriamente melanine, che sono pigmenti neri, bruni o rossastri responsabili della colorazione della pelle umana. 


venerdì 18 novembre 2016

Step 13: blind step (colore nei fumetti)

Come in molti altri campi,il colore nei fumetti assume un ruolo tanto importante quanto complicato.
Esistono diverse tecniche di colorazione, tra quelle tradizionali, la migliore risulta quella che prevede l’utilizzo di pennarelli specifici. Di fondamentale importanza è anche la carta da disegno scelta: una carta ruvida è maggiormente adatta ad una colorazione con matite colorate, mentre non è indicata per altre tecniche per le quali la migliore scelta è la carta liscia.



Risulta difficile trovare precisamente il colore Bistro nei fumetti, ma basta ricercare la fuliggine, in inglese "soot", (materiale da cui viene prodotto il bistro) per riuscire a trovare qualche citazione come in questa vignetta:
Vignetta giornalistica
Artista: Theresa McCracken

  

mercoledì 16 novembre 2016

Step 12: in Cucina



“L’appetito vien mangiando” se la vista, colpita dal colore di un cibo ci porta all’assaggio…

È provato scientificamente che il nostro cervello associa al colore dei cibi sensazioni positive o negative secondo un “pregresso mentale” che ci lega a sensazioni gradevoli o spiacevoli vissute nel passato; quando un alimento si presenta di un colore diverso da quello a cui siamo abituati subito veniamo investiti da una sensazione di diffidenza e talvolta di disgusto. La tonalità, quindi, diventa segnale di pericolo e ci fornisce indicazioni primarie sul cibo: se un frutto è verde è acerbo, se ha un bel colore è maturo e se invece tende al marrone è marcio.
Dunque, tutti i colori che possiamo ritrovare nei cibi, ciascuno con le proprie caratteristiche, sono in grado di esercitare un impatto diverso sul nostro organismo. 
(fonte: http://www.ristorazioneitalianamagazine.it/cibo-colori-e-psiche-il-triangolo-della-cromoterapia-alimentare/)

Nel nostro caso, non è facile trovare un cibo che sia esattamente color bistro, indi allarghiamo la ricerca a colori bruni o comunque similari:




  • Caffè


Il caffè è una bevanda ottenuta dalla macinazione dei semi di alcune specie di piccoli alberi tropicali appartenenti al genere Coffea, parte della famiglia botanica delle Rubiaceae, un gruppo di angiosperme che comprende oltre 600 generi e 13.500 specie. Sebbene all'interno del genere Coffea siano identificate e descritte oltre 100 specie, commercialmente le diverse specie di origine sono presentate come diverse varietà di caffè. Le più diffuse tra esse sono l'arabica e la robusta.






  • Semi di cacao

Il cacao è una pianta appartenente alla famiglia Sterculiaceae (attribuita alle Malvaceae dalla classificazione APG), originaria dell'America meridionale.                                                              All'interno di una polpa asprigna sono racchiusi numerosi semi ovali e piatti, a forma di mandorla, di colore bruno-violaceo, disposti in cinque file, contenenti zuccheri, grassi, albuminoidi, alcaloidi e coloranti. Tra questi alcaloidi, i più importanti sono la teobromina e la caffeina (contenuta in quantità ridotta): il primo è un euforizzante mentre il secondo è un eccitante; grosse quantità di cacao possono infatti indurre una dipendenza fisiologica. La teobromina ha inoltre effetti diuretici: era infatti adoperata come diuretico in casi di scompenso cardiaco, finché non è stata rimpiazzata da farmaci più efficaci.

  • Cioccolato fondente

Il cioccolato (o cioccolata, specie se fuso) è un alimento derivato dai semi dell'albero del cacao, ampiamente diffuso e consumato nel mondo intero.                               Nella produzione artigianale di qualità, il cioccolato è preparato utilizzando la pasta di cacao come realizzata e imballata nei paesi origine, con l'aggiunta di ingredienti e aromi. Nella produzione industriale o comunque di minor pregio qualitativo, è preparato miscelando il burro di cacao (la parte grassa dei semi di cacao) con polvere di semi di cacao, zucchero e altri ingredienti facoltativi, come il latte, le mandorle, le nocciole, il pistacchio o altri aromi.                                                                                                                                                                                                                                      Nel 1879 Rudolph Lindt infine inventò il processo chiamato concaggio (conching), che consiste nel mantenere a lungo rimescolato il cioccolato fuso per assicurarsi che la miscelazione sia omogenea.Il cioccolato prodotto con questo metodo è il cosiddetto "cioccolato fondente".    

Step 11: Un documento


Nel libro Scenic Art for the Theatre: History, Tools and Techniques, a pagina 362, viene trattato il colore Bistro per spiegare la realizzazione  della copertina-manifesto del film “ Woman on the run”. Film uscito nel 1950 e diretto da Norman Foster.




Titolo: Scenic Art for the Theatre: History, Tools and Techniques
Prima pubblicazione: 1998
Autori: Peter Beudert, Susan Crabtree

Step 10: Emblemi

Anche il mondo dei brand e dei loghi ha un forte collegamento con i colori, in quanto con l'utilizzo di un determinato colore si può fare riferimento ad un settore del mercato piuttosto che rimandare al prodotto simbolo di tale brand.
Per quanto riguarda il Bistro, effettuando varie ricerche, sono riuscito a riscontrare una tonalità di colore molto prossima a quella in questione nei loghi di due Marchi che operano in settori totalmente differenti:


1. United Parcel Service, più comunemente nota come UPS, è una società americana di trasporto plichi e spedizioni internazionali. La sua sede è ad Atlanta, in Georgia (USA).

Uno dei soprannomi con cui è conosciuta è quello di The Big Brown Machine (in lingua italiana traducibile come "la grande macchina marrone") per la caratteristica livrea che da anni rende inconfondibili i suoi mezzi di trasporto in tutto il mondo. L'unica modifica estetica effettuata in anni recenti dall'azienda è stata la modernizzazione del logo originario, disegnato da Paul Rand, in uso dal 1961 e sostituito dopo oltre 40 anni di uso nel 2003. Proprio con questa rettifica del logo, è possibile riscontrare una tonalità di marrone molto vicina al bistro nel logo, che originariamente era in bianco e nero.
Logo UPS


2. Venchi : per trovare il secondo collegamento passiamo ad una delle più famose aziende alimentari italiane, specializzata nella produzione e vendita di cioccolato. Proprio il settore di impiego di questa azienda ha fatto si che il logo avesse un colore bruno, che richiama appunto il colore del cacao e, quindi, del cioccolato.
Logo Venchi

Step 9: L'abbecedario

Proviamo a completare un abbecedario, trovando un collegamento tra il Bistro ed ogni lettera del nostro alfabeto, qualunque sia il campo di pertinenza:




A come  Asteroide










B come Bistro










C come Caffè










D come Dyson George ( inventore della Tree house nell'immagine)










E come Egitto ( Gli egizi utilizzavano il bistro nella cosmesi)










F come Ferrarelle










G come Guercino










H come Hennè ( i tatuaggi all'hennè assumono un colore simile al bistro)











I come Indigeni










L come Lord John Stuart e suo fratello Lord Bernard Stuart (ritratto)










M come Mina (canzone fuliggine)










N come Nutella










O come Orso Bruno










P come Parquet di faggio










Q come Quoll tigre (pelo marrone, simile al bistro)










R come Rembrandt ( in molte sue opere utilizzò il bistro)










S come Star Wars - The force awakens










T come Tiki












U come Ups










V come Venchi










Z come Zattera della Medusa

Step 8: La saggezza popolare



Ogni giorno usiamo proverbi, superstizioni, scaramanzie, tabù, di cui però non conosciamo il significato, nè l'origine. Facciamo cose, per scaramanzia, senza sapere perché le facciamo; la nostra cultura ha dimenticato di spiegarci il perchè delle cose che facciamo; celebriamo feste e riti senza comprendere il senso. E quando non si sa più perchè si fa qualcosa, o perchè si ritiene che una cosa porti sfornuta o fortuna, significa che si è rimasti culturalmente soli, senza più un dialogo aperto e reciproco con le nostre origini culturali.


Vi sono molte versioni, non contrastanti tra loro, sull'origine del concetto di superstizione: la più condivisa, proposta già da Lattanzio, è che si tratti di qualcosa di "supertite", un avanzo delle antiche tradizioni pagane; mentre Cicerone riteneva che derivassero da "superstites" (superstiti), cioè invocazioni agli Dei affinché risparmiassero i figli dalle loro ire funeste; in modo simile S.Agostino le faceva risalire al verbo arcaico "superstito", cioè preservare, far durare, sopravvivere. E' evidente dunque la comune origine di scongiurare una morte (propria o altrui), come già accadeva in tutti gli antichi riti pagani della tradizione pre-cristiana.(fonte: http://www.matteomugnani.com/superstizioni.html)

Non è facile trovare proverbi e/o superstizioni relative strettamente al colore, tuttavia, come già fatto in post precedenti, basta allargare la ricerca a fuliggine e faggio e il materiale aumenta:


  • Proverbi e modi di dire


1.  "E' mègliu nu savùcu avant' a porta ca nu fògu a ramuntàgna"
      (E' meglio avere una pianta di sambuco davanti casa che un albero di faggio alla montagna).
      Chi si accontenta gode.

2. "I é comà cach e calì"
     (Sono come caglio e fuliggine).
      L’espressione è riferita a due fidanzati molto uniti. Il caglio era conservato nel camino,                        dove si ricopriva di fuliggine.

3. "La péscia ténn' è d'u callarèr'"
     (La peggior fuliggine è del calderaio).
      Non c'è peggio sordo di chi non vuol sentire

4. "Difficile vedere che un faggio porti pere"



  • Superstizioni


GIORNI DELLA MERLA
La tradizione popolare ricorda il 29, 30, 31 gennaio come i giorni della merla, ovvero i giorni più freddi dell'anno. Si racconta che se questi giorni sono freddi la primavera sarà mite e bella, mentre se sono caldi la primavera si farà attendere. La leggenda narra che un tempo i merli erano candidi come la neve. In un giorno freddissimo una merla volava disperatamente con i suoi piccoli alla ricerca di un riparo caldo. Quasi allo stremo delle forze, la merla e i suoi piccoli si rifugiarono in un comignolo, salvandosi così dai rigori dell'inverno. Quando uscirono di nuovo all'aperto si ritrovarono, però, tutti neri a causa della fuliggine. Da allora, in segno di ringraziamento per quel salvataggio quasi insperato, tutti i merli divennero neri.




GRAVIDANZA
Nella tradizione contadina italiana, appena nasceva un bambino, in nome delle superstizioni, e quindi per proteggerlo idealmente dal rischio della mortalità infantile ( che un tempo era molto frequente) gliene venivano fatte letteralmente di tutti i colori. Appena nato gli veniva messo in bocca qualche cristallo di sale grosso, nella convinzione che i sale allontani il maligno (perchè tradizione vuole che le streghe non potessero usarlo nelle loro pozioni e dovessero mangiare insipido), poi veniva preso dal padre e passato per tre volte sul fuoco acceso del caminetto, affinchè il fuoco lo proteggesse dalle future malattie, e quindi veniva messa la fuliggine dello stesso caminetto sotto la sua culla e sotto il suo cuscino, in modo che la cenere ( come l'incenso delle benedizioni religiose) lo consacrasse. Se il bambino si ammalava nei primi mesi di vita, il rito veniva ripetuto, usando però il forno al posto del caminetto: veniva inserito tre volte nel forno acceso, appoggiato sulla pala del pane.

mercoledì 9 novembre 2016

Step 7: i colori nel cinema


I colori sono associati, secondo una nota teoria psicologica, ad emozioni e stati d’animo ben definiti e questo è, da sempre, un concetto sfruttato dalle arti visive per suscitare sensazioni più profonde ed intime nel pubblico.

Anche nel mondo della “fotografia cinematografica” i colori assumono un'importanza fondamentale giocando un ruolo decisivo nella produzione. A questo proposito la graphic designer Roxy Radulescu, guardando un film, ha posto la sua attenzione sull'utilizzo dei colori tanto da creare un blog, Moviesincolor, in cui raccoglie fotogrammi di film famosi associandoli alle palette di colori utilizzati.
Di seguito mostro le palette dei colori di alcuni film in cui sono presenti le sfumature della nostra tonalità.



TITANIC
Prima data di uscita: 18 Novembre 1997 (Londra)
Regista: James Cameron



STAR WARS: THE FORCE AWAKENS
Data di uscita: 16 Dicembre 2015 (Italia)
Regista: J.J. Abrams




TRAINSPOTTING
Data di uscita: 4 Ottobre 1996 (Italia)
Regista: Danny Boyle










12 ANNI SCHIAVO
Data di uscita: 20 Febbraio 2014 (Italia)
Regista: Steve McQueen
                                                    







SOPRAVVISSUTO - THE MARTIAN
Data di uscita: 1 Ottobre 2015 (Italia)
Regista: Ridley Scott



Anche nei film d'animazioni del sol levante è riscontrabile qualche sfumatura del Bistro, come ad esempio in "Il mio vicino Totoro": un film d'animazione giapponese del 1988, diretto da Hayao Miyazaki e prodotto dallo Studio Ghibli. La storia si incentra sulla vita di due giovani sorelle, Satsuki e Mei, che si trasferiscono insieme al padre in un paesino di campagna per andare a vivere più vicini alla madre delle bambine, ricoverata in ospedale. Nella nuova realtà, le sorelle fanno la conoscenza di esseri soprannaturali, tra cui Totoro, e maturano, imparando il rispetto per la natura.



IL MIO VICINO TOTORO
Data di uscita: 1988
Regista: Hayao Miyazaki